"Dopo gli dei, le rivoluzioni e i mercati finanziari, il corpo diventa il criterio di verità".
di Marianna Di Tommaso
Davvero finirà con la quotazione al Nasdaq dei nostri glutei, con una legge Finanziaria che si occuperà di tasse sulle successioni genetiche, con l’investimento in botox che supererà quello in Bot?
Cara Valeriona, hai costruito il tuo personaggio sull'essere "tanta", mi spieghi come diavolo ti viene in mente di farti "affettare" in questa maniera indegna?
Lo sappiamo che ti piace la burrata e ti vogliamo bene per questo. Perchè te ne freghi delle anoressiche con la bava alla bocca che ammazzerebbero per un cantozzo di pane e salame.
Ci sono state epoche in cui le donne alla moda erano opulente, materne, oppure mascoline. Oggi la moda ci vuole finte, con un corpo inventato, sottile qua e gonfio di là, ed è il mercato a dettare le regole. Seno a palla rifatto ed esposto, (Melissa, tu adesso sei la regina!), gelide labbra gonfiate, via ogni filo di grasso a colpi di Dukan (che tu sia maledetto) e photoshop!
Ne Il mio libro di ginnastica, Jane Fonda dice: “Amo pensare che il mio corpo sia il frutto del mio operato, della mia determinazione e tenacia. Che sia sotto la mia responsabilità”. Il messaggio che Jane Fonda lancia a tutte le donne è quello di trattare il proprio corpo come un bene proprio, un proprio prodotto e, soprattutto, una propria responsabilità. Ovvero il prodotto del mio talento vale esattamente l’impegno che io vi dedico. Del resto già la bocconiana Sara Tommasi, ben aveva spiegato a noi miseri italiani, la dura legge del marketing con la sua filosofia "il mio corpo è il mio prodotto", il risultato, ormai sotto gli occhi di tutti, non ha bisogno di ulteriori commenti.
Hervè Juvin, l’autore di Il trionfo del corpo dice: «Dopo gli dei, le rivoluzioni e i mercati finanziari, il corpo diventa il criterio di verità. Solo il corpo dura, solo il corpo permane. Riponiamo in lui tutte le nostre speranze, da esso ci aspettiamo una realtà che altrimenti ci sfugge. Il corpo è diventato il centro di tutti i nostri poteri, l’oggetto di tutte le nostre aspettative, persino quelle di salvezza. Noi siamo questi esseri strani, questi sconosciuti, gli uomini del corpo». Ma quale corpo? Un corpo irreale, costruito, trasfigurato, desiderato, bugiardo, continuamente promesso e quasi mai ottenuto.
E’ come se il mondo fosse popolato solo dalla giovinezza e dalla bellezza, mentre chi guarda ne è escluso, costretto in una foresta dimenticata e aliena, ancorata alla bruttezza e alla malattia, all’invecchiamento e alla morte; che si dibatte nella precarietà finanziaria, nel cercare i soldi per l’IMU, una garanzia per il futuro, una che sia una. In questi miseri anni di vacche magre, Valeriona, almeno tu, non ci abbandonare.

Vi ho scoperto e ora vi seguo e vi leggo.
RispondiEliminagrazie Francesca!
RispondiEliminaMarianna
quanta verità hai scritto...che peccato che oggi parecchie persone siano arrivate addirittura ad aver adottato questa filosofia come "modus vivendi".Ma noi,quelle vere,intanto,amiamo sempre più ...la genuinità!!bacioni !;)
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